Viaggio ai confini della povertà: Rainbow Guatemala, Luglio 2017

Monica Zentellini, Psicologa e Psicoterapeuta, ha visitato in Luglio il progetto Rainbow Guatemala in nome di SMOM e SOS Bambini Onlus. Ecco il suo bel diario di viaggio! Grazie Monica per essere andata a riabbracciare i nostri bimbi!!

“Sto organizzando un viaggio per andare a trovare una cara amica in Belize, quando casualmente girovagando nella rete…scopro dell’esistenza di una Onlus che si occupa di educazione e sanità di primo intervento per i bambini di una località in Guatemala.

Avendo in passato collaborato con un’altra Onlus in Sudamerica, il mio interesse è subito attivato.

Cerco in qualche modo di contattare Caterina, responsabile degli interventi e fondatrice di Ranbow Project Guatemala ed è tutto molto semplice, le porte si aprono una ad una, Caterina è molto disponibile nel fornirmi informazioni sul progetto che fin da subito mi appare come molto interessante e ben strutturato.

Non ho ancora fatto il biglietto, e temo che il mio budget non mi consenta di estendere il viaggio alla volta di Guatemala City, ma… anche questa porta si apre con facilità, la signora dell’agenzia che mi sta seguendo per il viaggio mi comunica che se acquisto andata su Guatemala City e ritorno da Belize City in una certa data la differenza in termini di costi è moderata, decido quindi di affidarmi al flusso delle porte aperte e con qualche lira in più riesco anche ad includere la tappa in Guatemala, con l’unico intento di visitare il progetto di Caterina che oramai ha catturato tutta la mia curiosità ed interesse.

Inizio a fantasticare su quello che troverò, e su quali emozioni mi susciterà la visita a Comunidad Esperanza e a Escuelita Feliz di Coban.

Giunta a Coban, dopo un lungo e panoramico viaggio in bus da Guatemala City, realizzo di essere arrivata al cuore della popolo Maya, non ci sono turisti, solo visi e sguardi disegnati da lineamenti tipici di questo popolo e colori…colori ovunque, soprattutto tra gli abiti tipici delle donne, che spostandosi per la città generano un arcobaleno in continuo movimento.

Il giorno successivo mi ingegno per trovare il modo di recarmi a Comunidad Esperanza chiedendo informazioni e cercando di trovare il bus giusto per raggiungerla.

Dopo alcuni tentativi salgo su un bus che mi lascia vicino ad una strada sterrata indicandomi la direzione dove incamminarmi per raggiungere la mia meta.

Dopo qualche minuto di cammino tra le casette del villaggio e gli occhi curiosi della gente e dei bambini vedo un pick-up bianco venirmi incontro: “Monica?” “Si, sono io, sto cercando Padre Sergio!”

Con un sorriso molto dolce e accogliente vengo invitata a salire sul cassone del mezzo da Marco, l’infermiere della comunità, in qualche minuto arriviamo al Collegio, da dove giungono suoni e voci, c’è una festa per raccolta fondi per il progetto, l’atmosfera è gioiosa e rimango esterrefatta dall’entusiasmo che traspare dai visi dei bambini che partecipano allo svolgimento della festa proponendo cibi e oggetti preparati da loro.

Incontro Padre Sergio, che accogliendomi molto cordialmente mi racconta accompagnandomi all’interno della struttura per mostrarmela, gli intenti e l’andamento del progetto.

Intorno a noi l’aria festosa rende il tutto molto divertente e piacevole.

Visito il dormitorio, la cucina, le aule della scuola, intanto conosco alcuni docenti e figure professionali che offrono il proprio contributo al Collegio.

Padre Sergio mi racconta come si sviluppa il progetto, che non è unicamente rivolto ai bambini, ma in realtà, per raggiungere le maglie della struttura sociale viene realizzato anche un intervento sulle madri alle quali viene offerta l’opportunità di seguire corsi per apprendere abilità di vario tipo, al fine di potersi costruire una professione ed essere autonome.

Nel centro di salute si organizzano costantemente interventi informativi sulla preparazione e conservazione dei cibi , nonché sulle basiche norme di igiene personale soprattutto dentale. Il tutto a scopo preventivo.

Inizialmente l’intervento è stato oggetto di diffidenza da parte dei destinatari, ma ora sono le stesse madri ad avvicinarsi e a chiedere come poter partecipare alle attività del centro e come fare per avere una assistenza sanitaria di primo intervento.

La Eco-clinica costruita da Rainbow Guatemala SMOM Onlus è composta da un ambulatorio dentistico e da un ambulatorio per le visite ed i colloqui. Un medico volontario garantisce quotidianamente assistenza necessaria.

La sana alimentazione è finalizzata a favorire lo svilupparsi delle competenze cognitive dei bambini per garantire loro un migliore apprendimento.

Due volte all’anno si provvede alla somministrazione ciclica di vitamine e fluoro a scopo preventivo.

La mattina successiva è il momento di visitare l’Escuelita Feliz, una struttura nata nella discarica di Coban, per consentire ai più piccoli di avere un destino diverso dallo stare in discarica a contatto con i rifiuti.

I piccoli sono travolgenti con gli occhi furbetti talvolta timidi ma curiosi.

Vengono incitati a mostrarmi i loro disegni e i loro giochi e prontamente non esitano a farlo. Sono orgogliosi di ciò che fanno.

Ad un certo punto saliamo tutti in un van per tornare al collegio dove assumeranno il pasto insieme ai bimbi più grandi.

Durante il breve viaggio i maestri improvvisano un canto al quale tutti i bimbi partecipano divertiti, arriviamo al Collegio dove viene distribuito nel Comedor il pasto che viene consumato su lunghe tavolate tra chiacchiere e schiamazzi.

Ogni bambino ripone le proprie posate e piatti in un contenitore… e questo mi fa pensare a quanto presto questi piccoli hanno la necessità di diventare autonomi e indipendenti.

Il tutto si svolge sotto lo sguardo attento degli operatori che riescono a trasmettere amore dolcezza pur svolgendo un ruolo di monitoraggio.

Sono stata profondamente colpita da quanto questo progetto riesca a dimostrare che interventi basati sull’amore e con la dedizione costante e coraggiosa possano generare sorrisi ed alleggerire situazioni veramente gravi.

Una presenza costante, un occhio attento e vigile sulla tutela e sulle necessità individuali possa portare supporto a livello sociale lavorando sul singolo individuo personalizzando gli interventi . Uno sguardo all’individuo come facente parte di una cultura, di un popolo, il beneficio di uno è il beneficio di tutti…

Ringrazio Caterina per avermi fatto conoscere persone tanto ricche e forti”

Monica Zentellini

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